MODENA – Un grande palcoscenico per un grande protagonista. Federico Buffa arriva a Modena con lo straordinario spettacolo “Il Rigore che non c’era”, il suo ultimo e già acclamato lavoro, scritto a quattro mani con Marco Caronna e prodotto da International Music and Arts. Il teatro, è proprio il caso di dirlo, dell’attesissima interpretazione sotto la Ghirlandina sarà il tempio del volley italiano: giovedì 10 ottobre il PalaPanini ospiterà infatti l’eccezionale storyteller in un evento che si inserisce nel cartellone degli eventi di SportMore, il progetto tutto modenese che fonde sport, cultura e comunicazione e che si prepara a un autunno ricco di manifestazioni dal richiamo internazionale fuori e dentro dai terreni di gioco.

La tappa geminiana è organizzata da SportMore in collaborazione col Comune di Modena e si tratta del secondo appuntamento di un lungo tour italiano che Buffa intraprenderà dal 9 ottobre, il giorno prima della puntata nell’impianto modenese di viale dello Sport, e che lo condurrà sui palchi dei più prestigiosi teatri del Paese. I biglietti dello spettacolo serale al PalaPanini sono in vendita da alcuni giorni sul circuito online TicketOne (www.ticketone.it) e ulteriori informazioni sono disponibili sul sito web di SportMore (www.sportmore.it) e all’indirizzo mail info@sportmore.it, oltre che sui canali social, Facebook e Twitter, della rassegna.

“Il Rigore che non c’era” è una riflessione sul destino: a un certo punto di una qualsiasi partita, un qualunque arbitro decide di fischiare un rigore, giusto o sbagliato, vero o falso. In quel momento, quello in cui la sorte ci mette davanti a un bivio, con una porta rossa o una porta nera da aprire per proseguire il cammino, cambia la vita di tutti. Ed è così che comincia il viaggio del celebre interprete lombardo, interrogandosi sul destino che avrebbe potuto essere diverso, tra esistenze e sliding doors. Il “Rigore” si snoda con una caratteristica nuova per lo storyteller: non si tratta solo di storie a sfondo sportivo. Racconta, con leggerezza, di persone che hanno scelto prima che l’arbitro fischiasse: di Garrincha e il Loco Housemann che svendono la loro vita scintillante a una bottiglia, di Mandela che decide di resistere 27 anni in carcere, di Billie Holiday che canta “Strange fruits” negli Stati del sud, di Lebron James o di Colin Kaepernick che cantano della stessa cosa sui rispettivi campi da gioco. E poi ancora da Pelé ai Beatles, da Ali a Messi, dal Grande Torino a Dylan e Kubrick, l’evocazione di eventi minimi e intrecciati che indirizzano un eclatante corso alternativo delle cose.

Buffa arriva in un luogo imprecisato nel tempo e nello spazio, una sorta di Purgatorio nel quale incontra un pianista – Alessandro Nidi, e un sedicente speaker – Marco Caronna, di una fantomatica radio notturna. I due masticano musica, lo speaker provoca, lancia domande, svicola continuamente per non rivelare a Buffa che è finito in un posto da cui non si può più uscire. I due personaggi sembrano fatti apposta per mischiare le carte, per portare la riflessione verso la casualità della vita: cosa sarebbe successo se Picasso avesse finito il blu, se Von Braun fosse rimasto in Germania e sulla luna forse non ci sarebbe ancora andato nessuno, se Ringo Starr non avesse incontrato gli altri tre Beatles, se JFK non avesse usato la decappottabile quel pomeriggio a Dallas… Insieme a loro sul palco una donna, Jvonne Giò, che canta e sembra guidare le danze, un passo avanti agli altri. E’ lei a far balenare l’idea che il destino forse non ci lascia una scelta, che le porte da aprire non sono sempre due.

SportMore, progetto patrocinato dal Comune di Modena, è un format nuovo ma con le idee ben chiare: c’è innanzitutto la volontà di trasmettere cultura a 360 gradi, utilizzando lo sport come mezzo per comunicare e raccontare piccole e grandi storie che sappiano aprire nuovi orizzonti e regalare un’emozione potente

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