SportMore Incontra Livia Cevolini, CEO di Energica Motor Company

-Come nasce il progetto Energica? 

Energica nasce dall’esperienza del Gruppo CRP di Modena, centro d’eccellenza per le tecnologie all’avanguardia, specializzato in componentistica per la F1. Nel 2009 abbiamo iniziato a pensare a un prodotto nostro, diverso, nel quale far confluire le nostre tecnologie, la nostra ricerca e sviluppo. Siamo stati sempre appassionati di moto quindi abbiamo scelto questa tipologia di veicolo anche per non entrare in diretta competizione con i nostri stessi clienti. Abbiamo iniziato a sviluppare prima moto da corsa endotermiche e di seguito elettriche (la eCRP) nel 2010. L’anno successivo abbiamo lanciato a Eicma il modello Energica Ego, per avere un primo feedback, capire come avrebbe reagito il mercato. Il resto è storia.
In Energica lavorano attualmente circa 60 professionisti, la sede principale si trova nella Motor Valley italiana, Modena, in uno stabilimento di circa 3.000 mq dove viene prodotta l’intera gamma Energica composta da 3 modelli insieme alla produzione delle moto racing Ego Corsa della competizione mondiale MotoE. 

-Voi siete fornitori esclusivo del primo Campionato del Mondo di Moto E. Qual è il bilancio finale da parte vostra? 

È stata senza dubbio una stagione molto positiva, con tanto spettacolo in pista e con il titolo che si è deciso solamente all’ultima gara della stagione. Siamo davvero contenti del rendimento mostrato dalle moto e dai commenti più che positivi dei piloti, che dimostrano quanto di buono fatto da Energica in preparazione a questa sfida e la validità del pacchetto tecnico messo a disposizione dei piloti. Certamente, l’inizio stagione non è stato dei più semplici, ma la forza dimostrata dalla nostra azienda nel volere – e riuscire – a recuperare in grande stile rende il risultato finale ancora più positivo. 
A conti fatti, quindi, siamo molto contenti e ancora più entusiasti per ciò che ci attende in futuro.

-Energica lavora nel mercato della moto elettrica sportiva, quali sono, per il prossimo futuro, le vostre linee guida per questo settore? Come vede il futuro della mobilità elettrica in Italia? 

Occorre un ecosistema che comprenda l’infrastruttura, la cultura, gli incentivi per far partire il mercato. Un ecosistema che abbia come direzione la mobilità elettrica e che investa per raggiungere l’obiettivo.
Ci sono alcuni paesi in cui esiste già questo ecosistema come l’Olanda dove c’è una regia e un piano ben preciso (campagne governative, istruzione e cultura sul pubblico, incentivi e infrastrutture). 
La motorizzazione elettrica è pensata per avere una durata molto più lunga di quella endotermica, e in più con un’affidabilità maggiore. Con il giusto ecosistema spinto verso la mobilità elettrica non ci sarebbero dubbi sulla scelta. 
In Italia ci stiamo arrivando.

-Da dove nasce la sua passione per la moto elettrica? 

Passione per le moto e i motori in generale…Ho iniziato a guardare la F1 di notte con la mia famiglia ancor prima di iniziare a parlare, giravo tra le macchine utensili della CRP prima e tra le macchine di F1 poi fin dai 10 anni… la passione per i motori e per il settore delle corse in generale è venuta naturalmente. In più il nostro contesto, la Motor Valley Italiana, ha certamente influenzato: noi per primi siamo appassionati di motori da generazioni. 
Il settore delle due ruote lo abbiamo approcciato intorno al 2006, abbiamo iniziato a sviluppare moto da corsa classiche e di seguito elettriche (la eCRP) nel 2010. L’anno successivo abbiamo lanciato a Eicma il modello Energica Ego, per avere un primo feedback, capire come avrebbe reagito il mercato.

-SportMore nasce come contenitore dove far confluire Sport e Cultura considerandolo come straordinari strumenti di comunicazione. 
Quale è la sua idea di comunicazione per la mobilità sostenibile del prossimo futuro?

Come detto occorre un ecosistema che comprenda anche proprio la cultura: veicolare i giusti messaggi e le corrette informazioni non può che agevolare ancora di più la consapevolezza del cliente verso la scelta di una mobilità sostenibile. 

 

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